Psicoterapeuti

Domande pervenute dal gruppo degli Psicoterapeuti

Referenti (in ordine alfabetico):

  • Mauro Mottinelli (Psicoterapeuta)
  • Elena Tomasuolo (ISTC-CNR)

Benessere psicologico

Alla luce di background teorici e approcci terapeutici differenti, quanto è applicabile una certa tecnica terapeutica, abitualmente sperimentata con gli udenti, per raggiungere il medesimo obiettivo con una persona sorda? Nel riadattarla siamo certi che non venga cambiato il focus d’intervento?

Sogno, metafore e simboli sono elementi significativi nel processo terapeutico con la persona sorda? Funzionano?

L'interprete di lingua dei segni (LIS o LS straniere) nel contesto terapeutico funziona sì o no? E nel caso si decida di utilizzarlo, come includerlo al meglio nel setting terapeutico?

In cosa si differenziano le psicoterapie tra: terapeuta sordo (T)  e paziente (Pz) sordo, T udente e Pz udente, T sordo e Pz udente, T udente e Pz sordo?

Qual è il giusto setting terapeutico per la persona sorda straniera?

Qualità della vita

Quali indicazioni specifiche dare alle famiglie di bambini post intervento impianto cocleare per prevenire eventuali difficoltà nel corso dello sviluppo? Quali sono i bisogni specifici più ricorrenti di questo particolare gruppo di utenti (ossia i portatori di impianto cocleare) in particolare in adolescenza?

Come creare reti di professionisti di diverse discipline (psicologo, medico, audiometrista, assistente sociale, insegnanti, …) per lavorare in sinergia sulla sordità?

Psicoterapia e bimbi sordi sin dai primi anni di vita: quali i fattori protettivi da sviluppare? Come cambiano i bisogni specifici in base alle tipologie di utenti sordi (educazione oralista, comunità sorda, portatori impianto, ecc) in terapia?

Genitorialità

Quanto conta la famiglia nell'elaborazione della condizione di Sordo? E come accompagnare le famiglie nel viversi e nel far vivere questa condizione?

Identità individuale e sociale

Scarsa consapevolezza delle proprie azioni in individui sordi: Perché? Quanto c’entra il sentirsi parte o meno della società e di un contesto più allargato? Come si può sviluppare nella persona sorda un senso di sé integrato e consapevole alla luce dei limiti dell'individuo e dei limiti presenti in Italia in questo momento storico?