Santa Marta

Cinigiano (GR), mansio romana in località Santa Marta (Santa Marta Project)
Direzione: prof. Emanuele Vaccaro; prof. Stefano Campana
Concessione di scavo: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
Anni di scavo: dal 2012 al 2018 con cadenza annuale
Cronologia: II/I sec. a.C.-XVI/XVII sec. d.C.

Il progetto, co-diretto dalle Università di Siena (prof. S. campana) e di Trento (prof. E. Vaccaro), indaga sin dal 2006 il sito di Santa Marta, ubicato nel territorio comunale di Cinigiano (GR). Le ormai più che decennali indagini stanno riportando alla luce le vestigia di un grande complesso insediativo di epoca romana, frequentato ininterrottamente dal II-I secolo a.C. al XVI-XVII d.C. Ad una prima villa rustica fondata in età tardo-repubblicana e abbandonata alla fine del I sec. d.C., tra II e III sec. d.C. viene edificato un vasto complesso costituito da due grandi balnea che, in continua espansione fino al V sec. d.C., raggiungerà un’estensione pari almeno a 1500 mq. Proprio la notevole ampiezza e la monumentalità che caratterizza tali spazi ad uso termale, che paiono addirittura sovradimensionati rispetto alle altre strutture del sito, suggeriscono per l’insediamento una probabile funzione di stazione di sosta (mansio): questa si sarebbe infatti collocata su una zona di passo tra le alture appenniniche lungo un tracciato viario che, a partire dalla vicina Rusellae e costeggiando il corso del fiume Ombrone, avrebbe raccordato la via Clodia proveniente da Saturnia con la via Cassia diretta ad Arezzo. Tra VII e VIII sec., nel sito ormai quasi abbandonato venne eretta la pieve di S. Ippolito detta ad martura, termine che forse adombra l’antico nome del sito: in epoca moderna la chiesa diverrà poi una cappella dedicata a Santa Marta, il cui ricordo è preservato dal toponimo attuale.

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