Il LaBAAF è equipaggiato per realizzare trattamenti di recupero, archiviazione, classificazione e riproduzione bidimensionale e tridimensionale dei reperti archeologici (Stanza.238); selezione e campionatura dei materiali per analisi di dettaglio (Stanze 229, 125 e 343); analisi di campioni di natura organica e inorganica (Stanze 229 e 343).

Le classi di materiale (osso, litica, ceramica, metalli, vetro, resti umani e faunistici) vengono indagate secondo le diverse caratteristiche, adottando metodologie di studio condivise dalla comunità scientifica. Le metodologie di indagine possono essere definite come:

  1. Materie prime,

  2. Tipologia,

  3. Tecnologia,

  4. Analisi Funzionale e

  5. Archeometria.

Sebbene ciascuna di tali metodologie possa essere sviluppata in modo autonomo, con proprie metodologie, terminologie e strumentazioni, è necessario effettuarle sinergicamente tutte e cinque al fine di comprendere al meglio il comportamento umano. Il LaBAAF è provvisto di tutte le strumentazioni (Stanza.229) e competenze per perseguire e sviluppare al meglio queste metodologie. Inoltre sviluppa progetti di archeologia sperimentale per comprendere e definire i manufatti e le evidenze archeologiche.

Nel LaBAAF si svolgono le attività di studio e di preparazione alla pubblicazione di reperti archeologici e bioarcheologici provenienti dagli scavi degli insegnamenti. Frequentano il LaBAAF tutti gli studenti triennalisti e della magistrale, nonché i dottorandi e i ricercatori che a vario titolo che chiedono di farne parte per le loro ricerche. Al LaBAAF si accede facendo formale domanda alla professoressa Annaluisa Pedrotti (annaluisa.pedrotti@unitn.it) o al docente di riferimento.
Nel LaBAAF (Stanze 226 e 125) vengono eseguite tutte le operazioni propedeutiche allo studio dei reperti archeologici, quali pulizia, restauro e inventariazione. Gli studenti che ne fanno richiesta sono coinvolti nelle attività di studio e analisi dei reperti, che prevedono i seguenti stadi di lavoro:

  • Pulizia a secco o, quando possibile, tramite lavaggio.

  • Restauro, individuazione degli attacchi e incollaggio.

  • Siglatura.

  • Studio e catalogazione del materiale con l’immissione dei dati in una specifica banca dati.

  • Disegno classico, “lucidatura” e scansione raster.

  • Documentazione fotografica.

  • Distribuzione spaziale delle quantità e delle tipologie dei pezzi significativi sulle relative superfici di frequentazione e sezioni di riferimento.

  • Analisi tassonomica della morfologia dei manufatti.