Geoarcheologia

Tra le linee di ricerca del laboratorio rientra quella relativa allo studio dei sedimenti archeologici e dei processi di formazione dei siti mediante approccio geoarcheologico.

Le analisi geoarcheologiche riguardano sia siti sia territori, a cui vengono applicati concetti e tecniche mutuate dalle scienze della Terra (geomorfologia, sedimentologia, pedologia…); gli studi iniziano dal terreno, con ricognizioni mirate, descrizioni di campo e campionature, e proseguono in laboratorio, in particolare grazie alla micromorfologia archeologica, tecnica di microscopia ottica applicata ai depositi archeologici, che consiste nello studio di sezioni sottili di grande formato ottenute da campioni indisturbati. L’osservazione avviene al microscopio ottico a luce polarizzata a disposizione del laboratorio, un Olympus BX51P con configurazione personalizzata.

Il ventaglio di siti analizzati – grazie anche alla collaborazione con altri ricercatori e ai lavori svolti nell’ambito di tesi magistrali e di dottorato – è ampio, per posizione, cronologia e contesto. Si ricordano, tra gli altri: in Italia, Lugo di Grezzana (VR), i ripari Gaban, Dalmeri e Cornafessa (TN), i siti in quota della Val di Sole (TN), la Ciota Ciara (VC), Balzi Rossi Museo (IM) e Fontana Ranuccio (FR); in Spagna, Cueva Antón, i siti di Rambla Perea, Cueva Negra de l’Estrecho del Río Quípar e Cueva del Arco; in Portogallo, Gruta da Oliveira, Abrigo do Lagar Velho e Gruta da Figueira Brava. Le sezioni sottili di questi siti sono conservate presso il laboratorio.

Per informazioni: prof. Diego E. Angelucci