Crescere un figlio bilingue

[…]

Erika Hoff – direttrice del Dipartimento di Psicologia presso la Florida Atlantic University e coautrice dell'articolo scientifico What Clinians Need to Know about Bilingual Development (2015) – ha affermato: «se si vuole crescere un figlio bilingue, al di là delle basi e dei motivi, va precisato che occorre una grande esposizione linguistica.»

Di solito i pediatri invitano i genitori a parlare il più possibile coi propri figli, a leggere e cantare per loro. Tutto questo incrementa l'esposizione linguistica, a maggior ragione se il bambino cresce imparando una lingua soltanto. Per favorire lo sviluppo di una seconda lingua l'esposizione deve avvenire da persona a persona: nel processo di acquisizione i bambini non possono basarsi su supporti multimediali, anche se in seguito possono apprendere contenuti e arricchire il proprio lessico grazie a essi. «Per permettere uno sviluppo bilingue il bambino deve essere esposto a entrambe le lingue, – afferma Hoff – il che risulta molto difficile in un ambiente monolingue come gli Stati Uniti.»

A chi non è madrelingua inglese i pediatri consigliano di leggere ad alta voce, di raccontare storie e parlare ai figli nella propria lingua madre, per esporli a un livello linguistico e di contenuti più complesso rispetto a quanto avviene con una lingua che il parlante non padroneggia completamente.

[…]

Se chi si occupa del bambino parla una lingua straniera – una ragazza alla pari cinese o una tata francese per esempio – quest'ultimo potrebbe riscontrare dei vantaggi nello studio di quella stessa lingua. Il bambino avrà comunque una maggiore padronanza della lingua se crescendo avrà la possibilità di parlare una seconda lingua come il coreano con i propri parenti, di frequentare una scuola del sabato dove vengono approfondite la lingua e la cultura, di ascoltare musica o leggere libri in lingua originale e di visitare di tanto in tanto la Corea.

Come dichiara Hoff, per apprendere due lingue occorre più tempo rispetto a quello richiesto per una sola. Anche in questo caso si ritorna al punto già affrontato, ovvero l'esposizione linguistica.

«Rispetto a un bambino che sta imparando una lingua soltanto, un bambino che ne sta imparando due avrà un lessico più ridotto in ognuna di esse: una giornata, infatti, è composta da un numero fisso di ore.» illustra Hoff, chiarendo che ciò non comporta alcun problema. È possibile che il bambino mescoli le lingue, ma questo non indica confusione. «Gli adulti bilingui lo fanno continuamente: è un segno di abilità linguistica.»

[…]

Che cosa dovrebbero fare quindi i genitori che vogliono spingere i propri figli verso il bilinguismo?
Hoff suggerisce di trovare un madrelingua e di farlo parlare con il proprio figlio di cose che lo interessino e lo divertano, in modo che impari qualcosa. Questo non lo renderà un bilingue perfetto ma è buon punto di partenza. Qualsiasi iniziativa di questo tipo può costituire un vantaggio.

[…]

 

Articolo di Perri Klass, con traduzione dall'inglese di Andrea Guelfi. L'articolo è stato pubblicato sul sito del New York Times il 10 luglio 2017.