Dislessia: maggiori difficoltà in inglese e francese*


Milioni di dislessici che parlano inglese potrebbero cavarsela meglio con la loro disabilità di lettura se la loro madrelingua non fosse così complicata, ha detto oggi un gruppo di scienziati.
Un nuovo studio sui disordine cerebrale che causa difficoltà nel leggere e scrivere mostra che lingue semplici, come l'italiano, sono più facili da decodificare per i dislessici, più dell'inglese e del francese. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, ha analizzato dislessici adulti attraverso tre gruppi linguistici - inglese, francese e italiano.
I ricercatori hanno trovato lo stesso fondamento biologico per la dislessia in questi gruppi linguistici. Scansioni cerebrali hanno mostrato la stessa attività ridotta nell'emisfero sinistro del cervello nei dislessici di tutti i gruppi. "Questa ricerca prova l'esistenza di una base neurologica universale della dislessia", afferma Uta Frith, un neuroscienziato all'University College di Londra e uno degli autori dello studio.
Però la frequenza delle diagnosi del disordine nei diversi paesi dipende da quanto facile è stato per i parlanti nativi sillabare le parole nella loro lingua.

 

DIFFICOLTA' CON LO SPELLING

Parole inglesi - come "clove" (spicchio) e "love" (amore), o "cough" (tosse) e "bough" (ramo) - che si pronunciano in maniera simile, ma suonano diverse, spesso disorienta gli scolari che stanno imparando a leggere, perché ciascuna coppia di parole può essere pronunciata correttamente solo se si è appresa precedentemente. Per i dislessici, parole pronunciate in francese e inglese possono essere complesse per tutto il corso della vita.
Secondo la ricerca, in inglese ci sono 1.120 modi di combinare 40 suoni; invece in italiano sono necessarie solo 33 combinazioni di lettere per creare 25 suoni.
Nell'indagine i dislessici italiani sono stati migliori nei test di lettura e hanno fatto meno errori delle controparti inglese e francese. I ricercatori sostengono che i sistemi complessi di scrittura, come quelli dell'inglese e del francese sono un problema.
Lo studio potrebbe anche spiegare le scoperte di altre ricerche, che hanno mostrato che il tasso di dislessia tra i bambini di dieci anni negli Stati Uniti è due volte più alto che in Italia.
"Questo significa che nella popolazione italiana possono esserci dei casi nascosti di dislessia", dichiara Frith, perché la relativa facilità della lingua scritta italiana significa che la dislessia non può essere diagnosticata così spesso. "D'altra parte, casi lievi di dislessia possono apparire ben peggioriin inglese e francese", dice la neuroscienziata.

 

BISOGNO DI CAMBIARE LINGUA?

Eraldo Paulesu, professore all'Università Bicocca di Milano che ha diretto lo studio, afferma che esiste un'argomentazione valida per far diventare lo spelling più uniforme in lingue più complesse.
"Le lingue con [scrittura] complessa sono difficili da leggere sia per i dislessici che per i non dislessici", afferma il professore.

 

 

*Di Willow Lawson, pubblicato il 15 marzo 2017 su abcNEWS
Traduzione di Serena Ciavatta