Ma cos’è il bilinguismo bimodale?

 

Probabilmente parlate due lingue o almeno conoscete qualcuno che lo fa. Dunque, il bilinguismo non vi è nuovo; ma avete mai sentito parlare di bilinguismo bimodale?

A cosa si riferisce il termine bimodale? Immaginate che un bambino udente sia nato da genitori sordi. Lei o lui acquisirà dalla nascita non solo una lingua dei segni, ma anche una lingua parlata. Lei o lui imparerà come utilizzare la lingua dei segni a casa e a percepire la lingua parlata in altri ambienti e da altre persone, da chi è udente nella famiglia e nell’asilo nido. Di conseguenza questa/o bambina/o imparerà a comunicare in due modalità: attraverso la bocca e attraverso le mani (e le espressioni facciali), cioè userà comunicazione bimodale.

Le lingue si attivano quando si parla

Quando si parla (o si legge) si fa costantemente ricorso alle parole note. La conoscenza linguistica è come un “dizionario mentale” che contiene informazioni come, ad esempio, se una parola sia un verbo oppure un nome, o quali siano le forme del singolare e del plurale di una determinata parola (es. casavs. case). Per il bilingue le parole di entrambe le lingue fanno parte del suo dizionario mentale. Infatti, quando pronuncia una parola in inglese (es. house) l’informazione riguardante questa parola è disponibile non solo in inglese, ma anche nell'altra lingua (per esempio nell'olandese “huis”, un nome con il plurale “huizen”, ecc.). Questo processo d'influenza reciproca tra le lingue è noto come attivazione interlinguistica. Solitamente non si è consapevoli di quest’attivazione. Inoltre, l’attivazione interlinguistica può avvenire indipendentemente dal fatto che si conoscano due o più lingue parlate, o una lingua parlata e una segnata.

 

I bilingui bimodali sono diversi dai bilingui?

Conoscere una lingua segnata e una lingua parlata offre la possibilità di produrre due lingue contemporaneamente. Questo non significa che si possono costruire delle intere frasi in entrambe le lingue allo stesso tempo, ma solo alcune parole. Proviamo a pronunciare casa in olandese (huis) e in inglese (house) allo stesso tempo. Non è possibile. Ma se si prova a segnare la parola huis(nella lingua dei segni olandese, si mettono entrambe le mani di fronte al petto, si mantengono le dita dritte e unite, si forma la sagoma di una casa, iniziando dal tetto), si può dire huisallo stesso tempo. Questo perché si possono utilizzare due modalità (mani e bocca) per produrre una lingua segnata e una lingua parlata, invece di una sola modalità (la bocca).

In sintesi, le lingue note (indipendentemente dal fatto che siano segnate o parlate) sono sempre attive nella testa. In altre parole, le lingue sono sempre dalla vostra parte. Volete usare le parole di due lingue allo stesso tempo? Imparate una lingua dei segni!

Post apparso su “Donders wonders. On brains and science” il 12 aprile 2016.

http://blog.donders.ru.nl/?p=5031&lang=en

Il post è stato scritto da Francie Manhardt, una dottoranda che collabora con il Multimodal Language and Cognition Group presso l’Università di Radboud a Nijmegen. La sua ricerca è incentrata sulle relazioni tra il linguaggio e la cognizione nei bilingui bimodali.

Traduzione a cura di Veronica Juliana Schmalz.