Sostenere i bambini bimodali con bisogni educativi speciali

Intervista condotta da François Grosjean a Elizabeth Kay- Raining Bird

 

Uno dei miti più persistenti sul bilinguismo è che i bambini con disabilità non dovrebbero diventare bilingui o, se già usano una lingua minoritaria in casa, dovrebbero smettere di usarla. Grazie alle nuove ricerche sul campo, a questa visione se ne sta lentamente sostituendo un'altra che afferma che questi bambini possono effettivamente diventare o rimanere bilingui. Un numero speciale del 2016 del Journal of Communication Disorderspresenta una ricerca che esamina l'accesso e la partecipazione bilingue per i bambini con disabilità, condotta da un gruppo internazionale di ricercatori. La principale ricercatrice é Elizabeth Kay-Raining Bird della Dalhousie University in Canada, che ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune delle nostre domande e la ringraziamo di cuore.

- Nel lavoro condotto insieme a Fred Genesee e Ludo Verhoeven, lei si concentra su tre gruppi di bambini con disabilità. Quali sono?

I tre gruppi su cui ci siamo concentrati sono stati bambini con disturbi specifici (o primari) del linguaggio (SLI - Specific Language Impairments), sindrome di Down (DS - Down Syndrome), e disturbo dello spettro autistico (ASD - Autistic Spectrum Disease), perché questi sono quelli studiati con i bambini bilingui. Non esistono ricerche sul bilinguismo in altre categorie di bambini con disabilità di sviluppo, come i bambini con paralisi cerebrale o disabilità intellettuali di altre eziologie.

- Perché nel corso degli anni c'è stata opposizione al bilinguismo per i bambini con disabilità?

Una paura diffusa, espressa sia dalle famiglie sia dai professionisti, è che per questi bambini sia difficile imparare una lingua, quindi imparare due o più lingue sarebbe troppo difficile. L'esposizione a due lingue di un bambino con disabilità di sviluppo, spiega la critica, potrebbe far sì che nessuna lingua venga imparata bene. Questo, però, è un mito ed è stato sfatato grazie a studi sui bambini dei nostri tre gruppi. I bambini con disabilità di sviluppo, indipendentemente dalla diagnosi, possono diventare bilingui, ma purtroppo molti professionisti e molte famiglie non sono a conoscenza di questi risultati della ricerca.

Dal momento che sappiamo che molti bambini con disabilità hanno bisogno del bilinguismo o vogliono essere bilingui, e che molti sono di fatto bilingui, il vero problema non è se debbano diventare bilingue, ma come sostenerli al meglio nella loro vita con due o più lingue.

- I bilingui simultanei con disabilità dello sviluppo sono diversi dai coetanei monolingui che ne sono affetti?

Tutte le informazioni a disposizione dicono di no, non ci sono differenze nelle competenze linguistiche dei bambini con disabilità e dei loro coetanei monolingui, fintanto che i bilingui sono confrontati in modo appropriato con i monolingui. Con "appropriato" intendo dire che se un bambino bilingue simultaneo con una disabilità di sviluppo ha abilità relativamente uguali in entrambe le lingue, allora la ricerca mostra che la sua abilità in ogni lingua non differisce da quella dei coetanei monolingui con uguale disturbo.

Tuttavia, molti bambini bilingui simultanei non hanno le stesse abilità in entrambe le loro lingue perché sentono e usano una lingua più spesso dell'altra. In tal caso, la loro lingua più forte dovrebbe essere la lingua che viene paragonata a quella dei bambini monolingui. Quando ciò accade, non sono diversi dai loro coetanei che hanno gli stessi disturbi.

Anche se i genitori hanno riferito di sentirsi a proprio agio nel parlare la lingua maggioritaria al proprio figlio con l'ASD, hanno espresso sentimenti di tristezza e senso di colpa per non aver trasmesso la loro lingua (e cultura) ai figli. Quando la lingua maggioritaria era l'unica lingua di input per un bambino con ASD in casa, altri membri della famiglia hanno continuato ad usare la lingua o le lingue di origine, il che ha effettivamente isolato il bambino con l'ASD da molte conversazioni familiari.

- Quanto è importante l'esposizione quotidiana a entrambe le lingue, in particolare a quella più debole, nei bambini con disabilità?

Per definizione, i bambini con disabilità di sviluppo hanno difficoltà di apprendimento, e questo include l'apprendimento delle lingue. Per diventare e rimanere bilingui, i bambini con disabilità, proprio come gli altri, devono essere esposti e utilizzare entrambe le loro lingue in modo frequente e continuativo. È stato dimostrato che l'input frequente in una lingua è altamente e positivamente correlato alla padronanza di quella lingua. Ciò è particolarmente vero nel caso della lingua più debole.

Ma la quantità non è sufficiente, come abbiamo visto nelle interviste dei genitori di bambini con l'ASD; anche la qualità è importante. I bambini con disabilità di sviluppo, a causa delle loro difficoltà di apprendimento delle lingue, hanno bisogno di utilizzare entrambe le loro lingue in contesti funzionali interattivi progettati per facilitare il loro apprendimento linguistico.

- I bambini con disabilità di sviluppo hanno accesso a programmi bilingui (immersione, doppia lingua) e, in caso contrario, cosa si dovrebbe fare?

No, non hanno pari accesso ai programmi bilingue e ai servizi, come mostrato nella nostra indagine condotta in sei posti di quattro paesi. I nostri intervistati hanno riferito che sia i bilingui sequenziali che quelli simultanei con disabilità sono stati istruiti solo nella lingua maggioritaria e sono stati esaminati e assistiti solo in quella lingua più spesso di quanto avrebbero dovuto. In generale, più grave è la disabilità, meno è probabile che i bambini con disabilità abbiano accesso a supporti e servizi bilingui.

Il nostro team ha anche intervistato professionisti e amministratori per identificare le barriere che impediscono ai bambini con disabilità di accedere e/o partecipare pienamente a servizi e supporti bilingui. Abbiamo trovato sia barriere di sistema (ad esempio, limiti nei finanziamenti, disponibilità di servizi che variano in base alla posizione geografica, ecc.) che barriere specifiche per i bambini con disabilità, come la tendenza a dare priorità ai servizi educativi speciali rispetto ai servizi bilingui, la mancanza di integrazione dell'istruzione speciale e dei servizi bilingui, e così via.

- Quali sono i suggerimenti che emergono dal vostro progetto di ricerca?

Riteniamo che si debbano apportare alcune modifiche. Tutti coloro che sono in relazione con bambini con disabilità devono sapere che questi bambini possono diventare bilingui; le loro famiglie dovrebbero essere incoraggiate ad iscriverli a programmi e servizi bilingui a disposizione di altri bambini; programmi e servizi educativi speciali e di educazione bilingue dovrebbero essere integrati; il personale che lavora con loro dovrebbe ricevere formazione e supporto, e così via. 

- Quali sono le sue speranze per il futuro?

La mia speranza è che le nostre società valorizzino e sostengano persone provenienti da contesti culturali e linguistici diversi. Dopo tutto, sappiamo molto su come possiamo aiutare i bambini a diventare e rimanere bilingui e sappiamo anche molto su come valutare e trattare adeguatamente i bambini bilingui con disabilità. Spero che in futuro continueremo a riflettere su questi temi e a rendere i programmi bilingui accessibili e di supporto ai bisogni dei bambini con qualsiasi livello di abilità.

 

L'intervista si trova all'indirizzo

https://www.psychologytoday.com/intl/blog/life-bilingual/201701/supporting-bilingual-children-special-education-needs

La traduzione dall'inglese è di Veronica Juliana Schmalz.