Qual è il modo migliore per insegnare ai bambini una seconda lingua? Una nuova ricerca porta risultati sorprendenti

 

Le persone tendono spesso a pensare che i bambini siano in grado di imparare nuove lingue con facilità e senza sforzo, indipendentemente dalla situazione in cui si trovano. Ma è proprio vero che assorbono la lingua come spugne?

La ricerca ha dimostrato che i bambini apprendono con molto successo quando vengono esposti ad una lingua per un lungo periodo, come nel caso dei figli di immigrati, che sono immersi nella nuova lingua tutto il giorno, ogni giorno.

In un simile contesto i bambini assumono, nel lungo periodo, una padronanza della nuova lingua di gran lunga maggiore rispetto agli adulti.

Ma se il tempo di esposizione alla lingua è limitato, come accade nell'apprendimento in classe, i bambini imparano lentamente e soprattutto con meno successo rispetto agli adolescenti o agli adulti. Come si può spiegare questo apparente contrasto?

I ricercatori hanno affermato che i bambini imparano in modo implicito, ovvero senza un pensiero consapevole, riflessione o sforzo. Questo tipo di apprendimento richiede una grande quantità di input linguistici su un lungo periodo di tempo.

Con la crescita sviluppiamo poi la capacità di imparare in modo esplicito, ovvero analiticamente e con uno sforzo intenzionale. In altre parole, gli adulti affrontano il lavoro di apprendimento come degli scienziati. Questo spiega come mai studenti di classi di età matura abbiano un successo maggiore: riescono a ricorrere a processi di apprendimento più elaborati, efficaci ed espliciti, che richiedono uno sforzo più consistente.

Cosa è meglio?

Quando si tratta di imparare una lingua, tuttavia, non è solo questione di apprendimento implicito o esplicito. Queste due modalità possono coesistere, ed è quindi più spesso una questione di quanto ogni approccio venga utilizzato.

Durante questo nostro nuovo studio, ci siamo chiesti se i bambini più giovani, che generalmente si suppone imparino implicitamente, abbiano già sviluppato anche delle abilità per imparare esplicitamente. Abbiamo inoltre indagato come l'abilità di analizzare una lingua possa portare ad un maggior successo per quanto riguarda l'apprendimento della lingua straniera in classe.

Abbiamo lavorato con oltre cento bambini della quarta classe, dagli otto ai dieci anni, in cinque scuole elementari dell'Inghilterra. Abbiamo sottoposto loro alcuni test, tra cui uno per misurarne la predisposizione all'apprendimento linguistico, che hanno valutato la loro capacità di analizzare la lingua (abitilità linguistico-analitica), di memorizzare materiale linguistico (abilità mnemonica) e di gestire i suoni della lingua (consapevolezza fonologica).

Durante un anno scolastico, i bambini hanno partecipato a lezioni di lingua per 75 minuti alla settimana, divisi in quattro gruppi.

Nella prima metà dell'anno, ad ogni gruppo veniva insegnata una lingua diversa: tedesco, italiano, esperanto o esperanto con “metodo focalizzato sulla forma”. Con questo metodo l'insegnante focalizzava l'attenzione dei bambini su schemi regolari della lingua e chiedeva loro, per esempio, di pensare che cosa significassero alcune parti delle parole o come le frasi fossero messe insieme. In altre parole, i bambini venivano incoraggiati ad usare la loro abilità linguistico-analitica, mirando così ad un approccio esplicito.

Negli altri gruppi, la lingua veniva insegnata nel modo tipicamente utilizzato nelle scuole primarie, ovvero con una modalità incentrata su giochi, canzoni ed esercizi, così da favorire l'apprendimento implicito.

Nella seconda metà dell'anno scolastico, tutti i gruppi hanno sperimentato lo stesso tipo di lezione di lingua: hanno tutti studiato il francese, che veniva insegnato con il metodo focalizzato sulla forma. Durante la seconda metà dell'anno scolastico abbiamo valutato il progresso dei bambini, per poi osservare quali aspetti della loro attitudine – abilità linguistico-analitica, abilità mnemonica, consapevolezza fonologica – avrebbero portato ad un proficuo apprendimento del francese.

 

I risultati

A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, abbiamo scoperto che l'abilità linguistico-analitica dei bambini era la più importante, seguita dalla consapevolezza fonologica. Queste due abilità hanno contribuito a favorire i progressi dei bambini in francese, mentre l'abilità mnemonica era solo marginalmente rilevante. Questo suggerisce che i bambini di otto/nove anni possono apprendere, almeno in parte, in maniera esplicita, a patto che il metodo di insegnamento a cui sono sottoposti li incoraggi all'analisi della lingua da imparare.

I nostri risultati sono in linea con uno studio precendente, che confrontava direttamente bambini ed adulti che hanno imparato con diversi metodi di insegnamento. In questo caso il ricercatore ha constatato come l'utilizzo di un approccio esplicito nelle classi di lingua straniera non dipenda esclusivamente dall'età, ma dal metodo di insegnamento. Questo significa che persino i bambini più piccoli possono affrontare un compito di apprendimento con modalità scientifica.

È importante notare che i bambini in età di scuola elementare stanno ancora sviluppando la loro abilità di imparare in modo esplicito. Pertanto, non possiamo aspettarci di insegnare loro le lingue esattamente nello stesso modo con cui le insegneremmo agli adolescenti o agli adulti. Alcune attività che incoraggino i bambini a riflettere e ad analizzare consciamente il materiale linguistico da imparare, però, dovrebbero essere introdotte, in modo da utilizzare nel modo più proficuo possibile il limitato tempo a disposizione per l'insegnamento delle lingue straniere.

 

Autori:
Karen Roehr-Brackin, Reader, Department of Language and Linguistics, University of Essex Angela Tellier, Associate Fellow, University of Essex

Tradotto da: Veronica Segatta

Articolo originale in lingua inglese: http://cup.linguistlist.org/journals/studies-in-second-language- acquisition/whats-the-best-way-to-teach-children-a-second-language-new-research-produces- surprising-results/