Matematica e linguaggio sono connessi*


Per i loro calcoli, i matematici adoperano svariati simboli come i numeri, i segni del più e del meno, le parentesi, la radice quadrata e via dicendo. Di questo e tanto altro si compone il linguaggio matematico.
Tuttavia, per insegnare e apprendere la matematica e i suoi simboli è necessario essere altrettanto competenti nella comunicazione verbale. Infatti, le parole sono strumenti essenziali per la spiegazione e la comprensione di un concetto matematico. Questo richiede l’utilizzo di una lingua più elevata, astratta e accademica, che può condividere poco con quella della quotidianità. Purtroppo, molti bambini dimostrano di avere difficoltà nella comprensione di questo tipo di linguaggio usato in classe. Di conseguenza, il loro rapporto con la matematica sarà altrettanto complicato.

 

IL RUOLO SVOLTO DALLA LINGUA DURANTE LE LEZIONI DI MATEMATICA

Quando approfondiscono l’argomento delle frazioni, i bambini devono comprendere termini teorici come un quarto o un ottavo e hanno bisogno di sapere concretamente cosa significhi semplificare o estendere.
“Dai nostri studi sperimentali è emerso che per quegli studenti con limitata competenza linguistica è difficile sviluppare la comprensione astratta dei termini matematici. Di conseguenza non partecipano attivamente alle lezioni, sia nei momenti di spiegazione, sia in quelli di discussione;” afferma la professoressa Susanne Prediger, dirigente dell’Istituto di Sviluppo e Ricerca per l’Insegnamento della matematica (IEEM) all’Università di Dortmund.
Dal 2009 la professoressa, insieme a un team di linguisti ed esperti di didattica linguistica coinvolti nel progetto tedesco MuM - Mathematics Learning in Multilingual Classrooms (MuM - Apprendere la matematica in classi multilingue), si è potuta rendere conto di come linguaggio e matematica non siano ambiti a sé stanti, bensì strettamente interconnessi.
“Collaboriamo con brillanti esperti del settore, tra cui Angelika Redder dell’Università di Amburgo. Grazie a questi studi, focalizzati sul cambio di prospettiva a livello interdisciplinare degli studenti coinvolti, si è cominciato finalmente a capire il ruolo svolto dalla lingua nel processo di apprendimento, anche nel caso di comprensione di concetti non concreti e tangibili.”

 

BENEFICI DEL PLURILINGUISMO

Questi studi hanno altresì rivelato che il plurilinguismo non rappresenta un ostacolo all’apprendimento della matematica. Chi parla più lingue può infatti trarne beneficio.
“Le nostre ricerche basate su un metodo quantitativo dimostrano che l’apprendimento degli studenti che sanno mescolare e combinare diverse lingue è più duraturo rispetto a quello dei ragazzi che parlano solo il tedesco” riporta un esperto dello IEEM.
In più, i ricercatori hanno analizzati alcuni video di lezioni di matematica per scoprire quali siano le strategie adoperate dai bambini plurilingui e fino a che punto l’apprendimento di questa materia sia diverso tra studenti monolingui e bilingui. “I plurilingui sembrano accrescere il loro pensiero astratto grazie all’adozione di diverse prospettive, il che è permesso dal passaggio autonomo da una lingua all’altra. Alla flessibilità linguistica consegue
la flessibilità cognitiva”, sottolinea Susanne Prediger. Aggiunge anche che i bambini capaci di descrivere le frazioni in modi diversi hanno una maggiore probabilità di capire il concetto astratto su cui sono basate.

 

SONO RICHIESTI NUOVI APPROCCI ALL'INSEGNAMENTO

La ricerca sperimentale che analizza la correlazione tra le difficoltà a livello linguistico e l’apprendimento della matematica è solo una parte del progetto del MuM. I ricercatori intendono anche sviluppare nuovi approcci per l’insegnamento della materia nelle scuole medie. L’idea è quella di aiutare i bambini con difficoltà linguistiche a migliorare le proprie abilità di produzione orale e comprensione del tedesco, parallelamente al miglioramento dell’apprendimento della matematica. Questi approcci hanno già trovato spazio nelle classi, grazie a programmi educativi rivolti agli insegnanti e a lezioni accessibili a tutti su piattaforme online.
Cercando di mobilitare tutte le risorse linguistiche che i bambini portano con sé da casa e traendo grande vantaggio dalle stesse durante le lezioni, i ricercatori si pongono ulteriori obiettivi. Stanno lavorando su approcci all’apprendimento collettivo che possano permettere ai ragazzi di utilizzare in futuro non solo il tedesco durante le ore di matematica, ma anche altre lingue come il turco, il russo o il farsi. “È un po’ complesso” spiega Prediger, “ma siamo ottimisti nel poter gestire sette lingue diverse nello stesso contesto e allo stesso tempo. Questa è la più grande sfida che il prossimo progetto MuM si pone”.

 

 

*Intervento in lingua originale, a cura dell’Istituto di Sviluppo e Ricerca per l’Insegnamento della matematica (IEEM) dell’Università di Dortmund, impegnato in collaborazioni internazionali e in progetti di ricerca interdisciplinari

Traduzione dall’inglese di Elisabetta Battisti