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La giornata europea delle lingue: una riflessione sull’identità europea, la libertà di movimento e il ruolo dello scambio linguistico

Il 26 settembre di ogni anno si celebra la giornata europea delle lingue, introdotta nel 2001 congiuntamente dal consiglio europeo e dall’ Unione Europea. L’iniziativa, che coinvolge le istituzioni e il pubblico dei 45 paesi aderenti, è dedicata alla celebrazione della diversità linguistica europea e al sostegno dell’apprendimento e dello scambio linguistico.

Sembrerebbe contradditorio scrivere di qualcosa di europeo senza riconoscere che ci troviamo in un momento storico in cui la nostra identità europea è innegabilmente più fratturata di quanto non lo sia mai stata dalla Seconda guerra mondiale. Come se non bastasse trovarsi in un Europa post-Brexit in cui la dicotomia nazionale-europeo si è intensificata, la pandemia da COVID-19 ha aggiunto un altro tassello al discorso divisivo che potrebbe distruggerci. Nel mezzo di questa crisi abbiamo visto numerosi esempi di come gli interessi nazionali abbiano soppresso i concetti di solidarietà e collaborazione su cui si fonda l’Unione Europea – dalla negazione da parte tedesca alla spedizione di attrezzature mediche in Svizzera a marzo, fino alla risposta riluttante dell’UE alle difficoltà italiane. Inoltre, con l’importanza della libertà di movimento già minata e usata come pedina nella negoziazione della Brexit, la minaccia alla nostra libertà di spostamento è stata resa ancora più tangibile dalle seppur necessarie ma dolorose misure restrittive e di isolamento.

In questo clima, l’aumento della consapevolezza del panorama linguistico europeo potrebbe sembrare irrilevante per la difficile condizione dell’Europa come continente e come insieme sociale. Ma come organizzazione basata sulla ricerca linguistica l’idea che le lingue con cui si parla e si interagisce possano modellare la prospettiva e l’identità è molto familiare. Le ricerche mostrano che imparare lingue straniere può aumentare l’empatia e promuovere le competenze comunicative perché amplia le prospettive. Mentre la lingua madre fornisce il punto di partenza per lo sviluppo della propria identità tramite l’interazione, con lo scambio linguistico si ha la possibilità di ampliare i propri orizzonti – sia letteralmente sia socialmente – facilitando il modo in cui si osserva il mondo da un’altra prospettiva, di cui magari ci approprieremo.

Quest’anno, in un contesto sempre più nazionalistico, celebrare la giornata europea delle lingue assume maggiore importanza, in quanto incoraggia la consapevolezza delle diversità e le possibilità di crescita che ne derivano. Ci incoraggia a livello individuale ad abbandonare tendenze all’isolamento derivanti dalla paura, così come atteggiamenti nazionalisti e isolazionisti a livello politico e socio-economico, a favore di uno scambio collaborativo e solidale.

Articolo di Vittoria Moresco, Dottoranda, University of Edinburgh. Traduzione di Chiara Mattei.