Val Molinac

 

La Val Molinac, percorsa dal Rio Valletta, è collegata alla Val di Rabbi dal Passo Tremenesca (2700 m); alla sua testata si trova il Lago di Ortisé (2450 m).

In questa valle si trova una delle più imponenti strutture in pietra a secco, MZ001S. 

MZ001S

Le ricognizioni del progetto ALPES hanno portato al rinvenimento di numerose strutture in pietra a secco, in Val Molinac e in Val Poré. Tutte le strutture sono state posizionate, catalogate, documentate e descritte, ma solo alcune sono state oggetto di indagini più approfondite.

Lungo la Val Molinac, alla quota di 2293 m e a valle di una torbiera, nell’area localmente detta “Sassel”, si trova il più grande complesso strutturale della zona, MZ001S.
Il sito, composto principalmente da tre grandi recinti e da un “bait” in ottimo stato di conservazione, copre una superficie di circa 1800 m2. Secondo le testimonianze orali, la struttura è rimasta in uso fino agli anni ’60.

Il complesso, inizialmente individuato tramite remote sensing, non è stato oggetto di sondaggi di scavo, ma all’interno del “bait”, è stato raccolto un frammento di ansa in ceramica, databile genericamente ad una fase avanzata dell’Età moderna. La complesità strutturale di MZ001S e le relazioni tra i muri dei vari recinti che lo compongono fanno pensare ad un’evoluzione prolungata per questo complesso, la cui età di costruzione sarebbe contemporanea alle altri grandi ‘mandrie’ dell’area.

MZ002S, MZ007S

Oltre a MZ001S, in Val Molinac sono stati indagati un recinto e un ‘bait’.

Il recinto è MZ002S, struttura complessa che include un piccolo ‘bait’, posta a 2375 m, a valle del Lago di Ortisé. Un sondaggio al suo interno ha restituito frustoli di carbone datati tra il XV e il XVI secolo d.C, che attestano l’uso del recinto su un arco di più secoli, essendo stato regolarmente utilizzato fino alla seconda metà del XX secolo.

MZ007S è un ‘bait’ crollato, poco conservato, localizzato a 2165 m d’altezza. Vi sono stati raccolti carboni del XVIII-XIX secolo d.C. e un esiguo numero di reperti di datazione analoga, ma anche carboni di origine naturale risalenti al VII millennio a.C., che permettono di datare la formazione dei suoli nella valle.